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Storia

Ultima modifica 15 maggio 2018

Corsembrando o Corsembraldo è il toponimo di Cossombrato nell' Alto Medioevo. Con questo nome viene ricordato nelle Carte d'Archivio Capitolare di Asti, nel Codex Astensis e nelle cronache di Ogerio Alfieri e Guglielmo Ventura. Il termine sembra derivare da curtis Embrandi o Embraldi, primo signore in epoca storica, probabilmente di origine franca, delle terre di Cossombrato.

I domini de Corsembrando, forse un ramo della famiglia dei Montiglio, erano considerati i signori dell'antico castello che sorgeva dove oggi si trova Villa San Secondo: verso la fine del XIII secolo, probabilmente, si indicavano con il nome Corsembrando i due villaggi, ubicati sul crinale della stessa collina e a poca distanza l'uno dell'altro tra il castello di Corsembrando di Villa e quello dei Pelletta dell' attuale Cossombrato. Le guerre contro Guglielmo VII, marchese del Monferrato e poi con il figlio, Giovanni, inducono gli astesi a fare di Cossombrato un caposaldo contro il Monferrato e gli homines di Corsembrando, approfittando della guerra, si ribellano ai loro feudatari, costringendoli a fuggire nel 1296. Nel 1304 viene ucciso Giacomo di Cossombrato e viene distrutto il suo castello.

 La stessa sorte tocca al castello dei Pelletta l'anno seguente: Enrico Pelletta si salva ritirandosi a Montiglio. Finalmente, nel 131 I gli homines ribelli, con la mediazione degli astesi, vengono ad un accordo con i loro feudatari: i primi fondano Villa San Secondo, mentre ai Pelletta è riconosciuto il diritto di ricostruire il castello, tuttora esistente. Cossombrato, come il resto della contea di Asti, entra quindi a far parte della dote di Valentina Visconti, sposa del fratello del re di Francia nel 1387. Valentina Visconti riconferma ai Pelletta i diritti feudali su Cossombrato. Nel 1613 Cossombrato diviene dominio dei Savoia, con Carlo Emanuele I, ma malgrado diversi passaggi, i Pelletta sono sempre rimasti signori di Cossombrato.